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Nel numero di Giap! del 18 agosto 2002 WM lanciava un accorato (e deciso) appello...
"non mandateci manoscritti! non abbiamo tempo di leggerli!"


L’appello nasceva sicuramente da un momento di esasperazione per il troppo materiale che veniva inviato in quel periodo, ma forse anche dal fatto che nel progetto WM iniziale era previsto un lavoro di talent-scouting che si era poi realisticamente rivelato impossibile da gestire per cinque impegnatissimi scrittori e mediattivisti.

L’appello non è caduto nel vuoto ma è stato captato da un gruppetto di giapsters che hanno dato vita a un dibattito su Giap! dichiarandosi sensibili alla cosa, senza sapere che sarebbero stati di lì a poco (l'8 settembre 2002) coagulati in un gruppo: iQuindici. Questo nome deriva dal numero dei partecipanti del nucleo originario, anche se ha pure un riferimento ironico alla famosa enciclopedia che molti di noi usavano da piccoli… La definizione de iQuindici come “Lettori Residenti” è dello scrittore svizzero Peter Bichsel (citato su Giap! durante il dibattito di cui sopra).
iQuindici leggono, recensiscono e discutono tra loro del valore delle opere che ricevono, comunicando e cooperando tramite questo sito. Lo scambio è aperto e libero perché per rispettare la privacy degli autori/trici che inviano i manoscritti nessun esterno ha accesso a questo forum.

Esiste un filo logico che unisce l’attività de iQuindici a WuMing e alle pratiche culturali da loro espresse, nel senso che iQuindici nascono per sollevare i WuMing dall’onere di lettori di romanzi e racconti inediti di scrittori/trici loro ammiratori nella logica che “se l’autore è multiplo, ancor più giusto è che il recensore/commentatore sia multiplo.”
Ad oggi, tuttavia, iQuindici sono diventati un progetto del tutto indipendente dalla WuMing Foundation, a cui pure li legano profonde affinità culturali e ideali.

Una volta nati abbiamo subito iniziato a ricevere e studiare parecchio materiale, e a questo punto la sorpresa: eravamo tutti convinti di doverci sorbire una gran quantità di pessima letteratura con la speranza di trovare poche cose di buona qualità, invece sono arrivati anche degli ottimi lavori: una decina di romanzi, molti bei racconti poche cose di cattiva qualità. Successivamente, divenuti quasi fenomeno di massa grazie a diversi articoli apparsi sulla stampa nazionale, siamo stati sommersi da scritti di ogni genere e natura. È aumentata di molto la quantità, ma non necessariamente la qualità: spiccano perle ma sono rare. Conseguenza: ad oggi, sulla webzine INCIQUID, non promuoviamo più dell'1% dei manoscritti ricevuti.

La diffusione di nuovi autori tramite la rete ha lo stesso valore delle storie narrate dai “narratori professionisti” che diffondevano le opere di chissà chi tra villaggi e città, dando origine col passare degli anni e con migliaia di revisioni, a opere-simbolo della nostra civiltà della parola. Il processo è iniziato ancora da relativamente poco, ma le esperienze robuste del progetto Gutemberg, di Liber Liber e infine dell’esperienza di Bookmobile sono incoraggianti perché le strade che nascono dal nostro progetto sono e possono essere ancora tante (INCIQUID è una di queste), e quindi siamo fiduciosi che la nostra goccia nel mare scaverà parecchia roccia…

Allo stato attuale delle cose il nostro obiettivo e augurio é quello di essere utili a dei futuri autori in qualità di rappresentanza di un pubblico che fruisce della parola scritta. Vorremmo essere per gli autori/trici un’opportunità per misurarsi con una fetta di potenziale pubblico, con tutte le differenze di gusti e letture che ci sono tra noi, che non ci hanno però impedito di sviluppare un fortissimo senso di gruppo e grandissime amicizie al nostro interno. Il legame che è nato non ci ha però resi più accondiscendenti e le nostre discussioni continuano per fortuna ad essere accesissime e appassionate.

La nostra modalità operativa prevede in generale che ai lettori vengano dati in affido dei manoscritti (ogni manoscritto viene affidato a due persone). Se il testo piace, anche altri lo leggono e alla fine, se i pareri positivi sono molteplici, il manoscritto viene pubblicato su INCIQUID o spinto con gli editori. Questa cosa avviene ovviamente solo nel 1-2% dei casi, quindi inviare a iQuindici un manoscritto con più speranze di quelle a cui si invia a una casa editrice è vano. Cerchiamo di funzionare come un laboratorio letterario gratuito, cercando di spiegare agli autori/trici che cosa abbiamo pensato dei loro lavori, cosa ci è piaciuto e dispiaciuto, senza ergerci a giudici ma con l'umiltà del lettore: Lettori Residenti disponibili per autori orfani di pubblicazione. La nostra funzione vuole essere soprattutto quella di dare una consulenza libera e gratuita a chi scrive. Il nostro contributo può andare da un brevissimo commento fino all’editing di un intero romanzo. Dipende dalla nostra ispirazione e anche delle richieste e l’interesse degli autori. La cosa essenziale è che chi ci invia il suo materiale lo faccia con la consapevolezza del progetto globale che esprime il gruppo de iQuindici, e ne condivida i contenuti più importanti, primo fra questi il copyleft.
È utile ripeterlo: non siamo agenti letterari, non prendiamo nessun compenso dagli autori per leggere i loro manoscritti e lo facciamo senza la pretesa di dare consigli da grandi critici letterari, ma come semplici lettori.

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