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INCIQUID 9... aprile!
INCIQUID 9...APRILE!
2006


Sotto elezioni verrebbe quasi spontaneo pensare che invece di letteratura bisognerebbe parlare d’altro, soprattutto dopo 5 anni così miseri, distruttivi e decostruttivi, anni che per squallore e pericolosità fanno rimpiangere quasi qualsiasi cosa.. Appena un passo prima della dittatura fascista, che comunque aveva il vantaggio di un titolo di identificazione da odiare, più di questa nostra attuale televisiocrazia. Ma questo lo sapete bene. Conoscete tutti i temi, conoscete i contenuti, seguite il nostro forum e le nostre notizie, perché voi leggete, e finché lo fate pensate. Per questo INCIQUID rispetto alle elezioni politiche NON È parlare d’altro, ma significa restare assolutamente in tema. Leggere libera, leggere libera-mente.

E oltre alla lettura iQuindici sono come spesso succede impegnati anche a fare altro in giro, soprattutto cercano di dare un contributo alla costruzione di cose altre per persone irrequiete e assetate di contagi: insieme alla banda del Linux Club di Roma continuiamo a far fermentare la "Settimana delle libertà digitali" che rispetto alla sua origine è felicemente sfuggita di mano a tutti i partecipanti per trasformarsi in una chiassosa e brulicante piattaforma wiki, con tanto di convegno universitario settimana scorsa. Dal copyleft ai geodati, nulla sfugge ai piccoli costruttori di diffusione orizzontale di culture e saperi. Seguite gli sviluppi sulle news!

Tornando alla letteratura, vogliamo prima di tutto darvi una bellissima notizia: uno dei romanzi più amati da iQuindici, "I blu occhi di questo tram" di Francesco Fagioli, uscirà tra qualche mese nella nuovissima e interessantissima collana "X" di Marsilio, che è al debutto in questi giorni! Siamo felicissimi che Marsilio abbia scelto questo piccolo capolavoro, che noi pensiamo sarà un best-seller, visto che siamo gente con i piedi per terra. Vi daremo ovviamente maggiori notizie appena possibile sull’uscita del nostro amico Francesco. Siamo comunque intanto orgogliosi che per pubblicarlo l’editore abbia accettato di farlo con clausola copyleft e carta ecologica: piccoli alberi crescono!

Veniamo a questo numero di INCIQUID però: due romanzi che raccontano storie omosessuali, una al femminile ("Ognuno sta da solo" di Chiara Valerio) e una al maschile ("Another way" di Davide Ialeggio). iQuindici non credono molto nella distinzione ghettizzante di "romanzo omosessuale", ma ci fa gioco presentarli come tali perché, come dicevano all’inizio, la lettura deve renderci più liberi, e in questi tristi giorni di no-pacs vogliamo far arrivare un segnale forte e chiaro di pari diritti. La pari dignità la diamo per scontata. In ogni caso, due romanzi diversi che si fanno storie e portano mondi, esperienze sensoriali. Poi un romanzo diverso dalle cose che abbiamo proposto fino ad ora, un romanzo all’insegna di un femminile che si indaga con lucidità e forza, senza indulgenza: "Al novanta per cento" di Francesca Meneghetti.

Ma cominciamo come al solito dai racconti: inizia Paola Taboga con il suo "Pellicine", che ci svela qualcosa di importante su certi meccanismi femminili, poi cambiamo genere con "I campioni d'inverno" di Gabriele Snika Gismondi, ironico e ben costruito, e concludiamo in tutt’altro mood con l’inquietante "L'esattore" di Filippo Roma, che farà riflettere. Chiudiamo con questo numero anche la pubblicazione a puntate della bella raccolta di Francesco Vigna, "Userisdead", con la terza parte dedicata alla morte.

Insomma, dopo un numero 8 piuttosto tostino, stavolta abbiamo messo insieme un’uscita più soft (senza esagerare), piuttosto anomala da un punto di vista wuminghiano. Talmente tanto che per non spaventare i più tosti di voi, chiudiamo in gloria il numero con due brani tratti dall’ultimissimo nuovissimo imperdibilissimo romanzo "Free Karma Food" scelti da Wu Ming 5 di pirsona pirsonalmente per INCIQUID [grazie Ric!], questo tanto per farvi risentire un po’ di wuttiveria...

Buona lettura.

iQuindici

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I RACCONTI


C’è un punto in cui la pellicina alla base dell’unghia diventa spessa abbastanza per formare un minuscolo lembo all’angolo. Allora lo spigolo dell’incisivo superiore lo può bloccare stringendolo con quello inferiore e quindi, si può iniziare a tirare. Ma bisogna farlo piano piano, curando di andare verso il basso, in modo che se ne stacchi il più possibile, per riuscire ad arrivare al lato opposto, angolo compreso. Così, di solito, non ci si fa nemmeno troppo male. E’ un po’ come fare ordine sulle dita: una forma privata e leale di manicure.
[...]


"Si puó amare qualcuno se é imperfetto?"

É il quesito timido e irrisolto di una donna che è diventata grande, ma conserva ostinatamente le sue insicurezze di bambina; che coltiva maniacalmente - con cieco desiderio di ristabilire l’ordine del suo mondo imperfetto - il vizio di strapparsi le pellicine intorno alle unghie.

L’autrice ci racconta con grazia estrema, in punta di piedi, una breve storia della "brava bambina" diventata adulta all’ombra dell’altrui necessitá, occupandosi continuamente degli altri, senza mai chiedere; senza mai disturbare. Evitando di "sentirsi" e "lasciandosi invadere dal mondo".
Una capacitá che forse ha soltanto chi non è capace di sognare...

La delicatezza quasi sussurrata di una prosa asciutta, limpida ed efficace si sposa meravigliosamente con la feroce consapevolezza, tutta femminile, di un "vivere nell’ombra" mai abbastanza ricompensato dall’amore degli altri.


Sveglio alle sei e quarantacinque, m'infilo intirizzito nei pantaloni blu notte. Un giorno stranamente freddo e m'infilo intirizzito nei pantaloni blu notte. Fuori non è neanche mattino, solo blu notte. La luce della cucina va cambiata, senza dubbio: vibrante come una frusta dritta verso occhi ancora appiccicosi. I capelli lunghi alle spalle, arricciati stranamente da un'umidità ancora non insopportabile ma vicina al limite. Pochi giorni e le ferie obbligatorie m’avrebbero permesso di diventare nuovamente ciccione, abbracciato dai maglioni casalinghi troppo larghi. E chi se ne va quest' anno, è così brutto lì fuori. Ma che fa, non nevica neanche? Da ieri sera l'albero è addobbato sotto la finestra, ma lo lascio ancora spento.
[...]


Cosa succede se la notte di Natale, la notte del "gran compleanno", tre impreparati e maldestri personaggi improvvisano un colpo nella fabbrica in cui lavorano?

I campioni d’inverno é la storia di un colpo finito male, o forse iniziato male, o mai iniziato. L’unione di tre destini diversi eppure congelati allo stesso modo, in una fabbrica o in una vita di provincia, oltre che dal freddo dei luoghi.

In un paesaggio invernale e silenzioso, visioni idilliache di luoghi caldi e assolati, si alternano e si scontrano piacevolmente col racconto del vissuto quotidiano.

L'inverno che è fuori è lo stesso che c'è nelle vite dei protagonisti; vite semplici, vissute senza pretese e senza troppa convinzione. Vite accoglienti ma pur sempre spartane, pronte in qualche maniera a far entrare gli spifferi dell’imprevisto, come la vecchia Diane del protagonista...

Un racconto ben costruito e bilanciato tra un’ironia fortemente terrena e un lirismo esotico quasi da sogno. Molto denso ma sempre leggero e divertito nei toni.


La faccia è quella giusta, da bandito. Il sole già rovente. L’appuntamento è al bar della Esso. Ore 9,00 in punto. Lui è già lì, impettito, si dondola sulla fiancata della Uno verde che lo ha condotto fin qui. Sono io che debbo ingaggiarlo ma, non so perché, sono proprio io a sentirmi la vittima designata delle sue vessazioni.

"Cattive azioni noi?" sogghigna delinquenziale soffiando sul caffè bollente, suvvia sfatiamo le leggende che girano sulle società di recupero crediti: pestaggi, minacce, coltelli e pistole. Nulla di tutto questo. La nostra arma è l’insistenza, la nostra forza è la persuasione. Siamo efficaci. Tutto qui.


[...]


Cosa succede se il gestore di un distributore di carburante di una borgata romana di sapore vagamente pasoliniana, decide di affidarsi ad una società di recupero crediti?
Tutti gli scrupoli di coscienza che si hanno in questi casi sono motivati? Chissà come eseguono il proprio lavoro? Sono domande giustificate o scrupoli eccessivi? In fondo come scoprirlo? Non c'è modo, ma cosa succede se nell'elenco di coloro che non pagano c'è anche... Scopritelo leggendo "l'esattore" di Filippo Roma un racconto che ha il sapore del cinema anni settanta con personaggi eternamente sconfitti.

I ROMANZI


1. Il cuginetto La prima foto, in bianco e nero, che li ritrae assieme, risale ai primi mesi di vita. A dire il vero non si tratta di una sola istantanea, ma di una serie di quattro, incollate sull’album, dalle pagine color tortora. Nel margine superiore del foglio, sta scritto in una calligrafia elegante, inclinata a destra: "A quattro mesi e mezzo col cuginetto Gian Giacomo".
Segue il primo pezzo della serie: ecco Anna e Giangi, di oltre un mese più giovane, adagiati in una sedia a sdraio dallo scheletro di legno, imbottita di grandi cuscini ricamati a mano. Sono vestiti in modo molto simile: scarpette di lana, fatte a mano, allacciate alla caviglia, bavagli, merlettato quello di Anna, più sobrio ed essenziale quello di Giangi, coprifasce, di flanella fantasia per Anna, di lana per Giangi.
Tutti e due hanno le gambe nude e la testa pelata, salvo una tenera peluria che si distribuisce uniformemente sulla testolina di Giangi, mentre forma una sorta di ciuffo da mohicano sulla linea mediana del cranio di Anna, che, a dire il vero, è più grande e squadrato. Ma lei è una neonata più anziana. Entrambi fissano un punto davanti a loro, che Anna sembra indicare con delle dita che non sanno ancora coordinarsi. Sono attenti, un po’ seri. Pensierosi.

[...]


Francesca Meneghetti nel suo "Al novanta per cento" racconta, attraverso dieci intimi dipinti esistenziali, le stagioni della vita di Anna, dall’infanzia alla maturità, con rigore formale e lucida interpretazione emotiva. Il limpido tratteggiare della Meneghetti avvolge il lettore nei meandri della psicologia femminile rivelando entusiasmi, passioni, delusioni, digressioni con stile asciutto ed essenziale. L'elevata capacità descrittiva accompagna passo dopo passo al cuore del racconto attraverso ambientazioni curate e dialoghi coerenti. Fondamentale, a prescindere dalla soggettività cognitiva, l’equilibrio con cui si dipana la struttura narrativa offrendo al lettore/scrittore alcune fondamenta stilistiche dell’esposizione cartacea.


A mia madre per quello che ha taciuto
A mia sorella per quello che ha detto
A mio padre per quello che ha fatto


PREMESSA

Ne ho sentite a migliaia di storie. Essere gay in una metropoli è anche questo: parlare, parlare sempre, nell’angolo di una discoteca o davanti a un aperitivo, dietro i cespugli bui di un parco o magari raccogliendo le mutande in una camera da letto sconosciuta.
Tante storie.Questa è una di quelle...


[...]


Torniamo nuovamente su un tema difficile e scomodo come l’amore omosessuale, con questo romanzo a tinte forti, da bollino rosso, figli a nanna e asciugamano pronto. Torniamo con un romanzo on-the road nelle strade del desiderio omosessuale maschile, mentre scorrono dal finestrino le immagini iperrealiste di saune, dark room e piazze di battuage. Achille è un ragazzo che vive a Roma, viene dalla immensa provincia denuclearizzata, da un Sud lontano come una cartolina esotica. Vive una storia d’amore solida con un uomo più grande di lui, saldo nelle sue scelte e nei suoi ideali stile mulino bianco, che nascondono la paura più infima e segreta di ognuno di noi, rimanere soli e vecchi without somebody to love. Achille fa un lavoro strano, scrive sceneggiature di film porno gay, e così conosce un attore hard, famoso per il calibro delle sue interpretazioni, dannatamente bello, sogno erotico nient’affatto proibito. Achille venera la diva Britney Spaers, studia medicina, cerca la verità e frequenta la Roma de i froci. Achille parte per un viaggio. Un viaggio dentro l’amore, dentro di sé, nei meandri del suo farsi uomo, in un mondo di lustrini, scopate selvagge, e colpi di scena e di schiena. Achille parte per trovare risposte, ma quello in cui riesce e insinuare domande. L’unica risposta che da sta nel mettersi in cammino, nel mettersi in discussione. Il desiderio è un oceano, l’amore un pelago, la vita un viaggio. Non sappiamo se questa è un romanzo gay, di formazione o un romanzo di formazione gay. Sappiamo che racconta una storia con uno stile veloce come il paesaggio che sfreccia nel finestrino di una macchina in corsa, con toni cupi come le luci di certi postriboli per uomini soli o per soli uomini. Questo romanzo è un brivido elettrico lungo la schiena e non importa chi occupa il lato sinistro del vostro materasso, qui si parla d’amore, che è una parola che ammette pochi aggettivi.


Le poltrone gonfiabili le avevo comprate a Londra in estate, forse a Camden. Una viola l’altra verde acido. Se ricordassi le architetture oltre le bancarelle sarei in grado di orientare un Dove. Adesso le tenevo nel salotto camera da letto angolo cucina ingresso tutto venticinque metri quadri che i miei genitori avevano preso in affitto per permettermi di lavorare alla tesi. Le poltrone coperte da due teli stampati con fantasie tipo cachemire aggiungevano una nota kitsch a un ambiente disordinato organizzato secondo la logica degli inconcludenti. Sì credo che questo stia meglio qui anche se non mi serve. E già sovraccarico di oggetti. Guardavo la stanza tutta per me non pagata da me, piuttosto paga perché avevo smesso di fare filosofia spicciola e disinformata da quando Slater era arrivato a togliermi l’aria in casa. Slater è un gatto che scodinzola nemmeno fosse un cane. Non desideravo un gatto specialmente per le due poltrone di plastica colorata trasparente e soprattutto sottile. Certo. Le unghie di Slater non sono affilate ma sono unghie e questo basta. Due finestre e quattro mura che tremano ogni volta che sferraglia un treno. Slater l’avevo trovato una mattina, miagolava al di là del cancello di un parcheggio, un batuffolo, bagnato, col quale pensavo di poter colmare una assenza. Ma ha riempito soltanto la lettiera, non desidera le carezze, miagola e si avviticchia alle caviglie solo se ha fame. Mi somiglia come un negativo. Metaforicamente. Anche io oggi cerco compagnie solo per scambiare chiacchiere e non voglio che nessuno mi curi. Anche gli interessi stancano. Comunque. Dovevo stare attenta a fumare sulle poltrone gonfiabili. O presto avrei potuto disporre solo del pavimento per sedermi. Il volto di Jonathan Rhys-Myers dalla locandina di Velvet Goldmine mi ammoniva Non guardare il mondo, ma preferivo ignorarlo, la mia casa stanza era così desolata che risultava più semplice affacciarsi alla finestra a guardare la gente.
[...]


Questo non è un romanzo. Anzi è un romanzo gay. No un torrente in piena di pensieri e parole. Vorticoso e impetuoso, con parole che brillano come sassolini lucenti sul fondo. Forse è un romanzo d’amore. O un romanzo d’amore gay. Ma ci sono tante lettere dentro. Raffinate lettere d’amore, fendenti di schermaglie amorose. Allora è un romanzo epistolare. Un vorticoso, epistolare, romanzo d’amore gay. Il limite delle scatole con le etichette e che non ci puoi chiudere la vita dentro, qualcuno o qualcosa alla fine riesce a fuggire. Così è ognuno sta solo. Potremmo provare a definirlo, a chiuderlo in una definizione, suggerire marginali labor rime, ma ne perderemmo il senso, ogni parole è li perché necessaria, bella e preziosa come le scaglie di vetro per i nativi d’America. La sua scrittura è così scomposta, traballante, che fa girare la testa, comprensibile al particolare, sfuggente nella pagina tutta, ricostruibile solo a posteriori. E’ questo non è un manifesto poetico, ma una dichiarazione di guerra. Chiara come San Giorgio, che sfida il drago della letteratura, perché scrivere è essere folli, o salvarsi dalla follia. Questione di punti di vista. Se anche voi credete che tutto debba essere catalogato, chiuso in ambienti ad aria modificata, che una ragazza che ama un’altra ragazza sia per forza di cose solo una lesbica, non aprite questo libro. Potreste rimanere sconvolti e perdere voi stessi. Potreste rimanere sconvolti da una scrittura opulenta, bella da dare le vertigini. Potreste perdervi nei meandri di una sensibilità che va al di là del normale, fino a centrare l’es delle cose. Potreste perdervi, o ritrovarvi. Come i protagonisti di questo romanzo denso e avvolgente, che si perdono e si ritrovano, in città che sono solo sfondi da teatro dei pupi, ben definiti ma trasfigurati dalla bidimensionalità della tela. Credevo di seguire i contorni di un isola, in realtà tracciavo i confini di un oceano disse Wittgenstein una volta. Così è il romanzo della Valerio. Un viaggio ai bordi di anime senza confini.


White Devil Dinky Dao Mothafucka Sauce: è una salsa che accompagna alla perfezione la carne arrosto e alla griglia, ed è indispensabile per insaporire i bolliti.

Ingredienti:
1 barattolo di pomodori pelati. 1 tazza di caffè nero. ¾ di tazza di birra , ¾ di tazza di succo di frutta (arancio o ananas). 2 cucchiai di whisky. 1 cucchiaio di succo di limone. 1 cucchiaio di salsa Worchester. 3 spicchi d'aglio. 3 noci moscate. 1 cipolla. 2 cucchiai di zucchero di canna. 1 cucchiaio di melassa. 2 cucchiai di pepe rosso. 1 dado di carne U. 1 cucchiaio di sale. 1 cucchiaio di paprica. 2 grammi di hashish afghano.

Il grande libro delle ricette facili, Penguin Books 2025
[...]


Appena uscito nelle librerie per i tipi di Rizzoli Free Karma Food è una delirante orgia (in tutti i sensi) ambientata in un improbabile (ma ne siamo proprio certi?!) 2025 dove l'estinzione degli animali da pascolo (frase ricorrente "cose del tempo delle vacche vive") ha lentamente sospinto la passione degli uomini per la carne ad abbattere il taboo ritenuto da sempre il più infrangibile...

WuMing 5 in persona ha scelte per INCIQUID un paio di estratti per consentirvene.... l'assaggio

Buon appetito!

IL ROMANZO A PUNTATE


Pezzullo Nicola diventa un angelo

I cani mi stanno dietro.
Frugano la fitta boscaglia sotto di noi col muso inchiodato a terra, il pelo dritto. Gli sbirri li incitano e li infoiano con grida, pacche sui fianchi e dai bravo Lupo che lo trovi.

Lupo...

Ti ho sentito sbirro del cazzo.
Tieni poca fantasia, non mi prendi.

Nemmeno i tuoi cani sono svegli.
Li sento che ringhiano e piagnucolano perchè non mi trovano.

[...]




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