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 ferita di guerra

Moderatori: Francesco
Autore Messaggio
Paco
09/12/04 18:33 Cita

Ospite
Letto tutto d'un fiato quanto avete anticipato... mmm... una strana sensazione come quella di una bella esperienza che mi ha lasciato con il desiderio di averne ancora e l'idea che sia difficile esprimere pareri su qualcosa di incompleto...
saluti
Paco
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moniq
11/12/04 04:07 Cita

Ospite
caro Paco, non so se l'ho già scritto sull'altro thread però ferita di guerra dovrebbe uscire a settembre prossimo per Gaffi Editore. Se vuoi un anticipo chiediamo a Giulia
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Anonimo
13/12/04 12:00 Cita

Ospite
settembre è molto in là, vedrò di aspettare se non si può fare diversamente...
grazie ciao
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Emanuele
17/12/04 17:24 Cita

Ospite
Complimenti all'autrice. Attendiamo con pazienza.

Emanuele
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Giulia
17/12/04 21:21 Cita

Ospite
Paco, Emanuele, grazie mille dei complimenti se mandate la vostra mail a redazione_15@wumingfoundation.com vi giro il romanzo completo. ciao!
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Andrea Ferrigno
18/12/04 12:10 Cita

Ospite

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Anonimo
27/12/04 14:09 Cita

Ospite
Di niente cara Giulia e ti ringrazio anticipatamente della possibilità che mi darai di poter accedere, in atenprima, ad uno parte della tua anima.
Saluti
Paco
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Anonimo
30/08/05 22:09 Cita

Ospite
salve...volevo fare i miei complimenti a Giulia Fazzi..ho letto Ferita di guerra: è in poche e semplici parole quello che io considero UN BEL LIBRO..non sò mi ha trasmesso qualcosa, una sensazione positiva..l'importanza dell'amicizia che sembra quasi diventare il pilastro di questo libro..è un libro che mi ha catturato ma se dovessi spiegare il motivo preciso sarebbe difficile..mi è piaciuto molto,ecco tutto.
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Giulia
31/08/05 19:18 Cita

Ospite
Grazie davvero, anonimo! lusingata.
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chi
19/11/05 16:22 Cita

Ospite
Così vorace l’immaginazione che tu non ci sei più
L.A. avrà venticinque anni per sempre. Ma non è un uomo elegante congelato in un ritratto, è un’operaia tessile allontanata dal telaio e una donna bloccata da una violenza. Ti sei riavuta dalla sorpresa tesoro? Lisa Accorsi potrebbe rimanere bloccata per sempre se qualcosa dentro di lei, a un certo punto, al buio e in una stanza, non le sdoppiasse la voce e non facesse sì che tutto, nominato, finisse. Ferita di guerra è un romanzo di parole che liberano e di percezioni che niente hanno di allucinatorio. È una storia esatta intessuta di luoghi evanescenti e amici-fratelli-di-sangue senza sangue. Perché. Lisa non si vede e Paola non si vede e Luca non si vede. E anche Elena non si vede ma è diverso, Elena ha paura. Solo Sandro appena balugina, al buio e con una birra in mano. I protagonisti sono solo quello che rappresentano, non hanno fisicità. Sono miniature, incisioni di fisiognomica, tarocchi per leggere l’evoluzione di una vicenda che è universale e che pure non potrebbe essere che particolare. Perché c’è un corpo e un altro corpo che lo viola. Il mio dolore che è tutto il dolore del mondo non è una esperienza universale. È la negazione di questo convincimento di pancia a rendere Ferita di guerra così particolare. Perché. Fazzi ha scritto che se è vero che il dolore non è universale è altrettanto che il singolo è un grumo di conoscenze ed emotività e che se Lisa è stata violentata pure le sue terminazioni periferiche che sono Paola e Luca e l’uomo che la chiama Liz perché è suo padre e la donna che la manda a casa con una pentola di tortellini perché è sua madre sono state violentate. È assurdo, reale e forse vero. Pericoloso. Perché leggere Ferita di guerra significa accettare l’impossibilità ultima di essere soli, di andare alla deriva, significa fermare l’auto nello spiazzo notturno di una strada collinare guardare in basso e cogliere la meraviglia delle luci invece del fascino del baratro. E quindi, salire in macchina e ripartire, pensando che sei capace di nominare questa separatezza . La punteggiatura di Fazzi procede per sottrazione, le virgole scompaiono a ogni pagina e i punti interrogativi si moltiplicano a uncinare gli occhi sui corsivi iterati che danno la nausea che devono e che impediscono di respirare correttamente. A me piacciono i libri che fanno singhiozzare. La possibilità di stabilire le distanze e le vicinanze con le cose e con gli altri e come dentro questa possibilità, questo equilibrio di relazioni, ci sia il significato stesso dello stare al mondo.
© jemmy dicembre 05 anno III # 32
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Giulia
20/11/05 17:03 Cita

Ospite
... e a me piacciono le recensioni che fanno singhiozzare e che sono capaci così di entrare nel corpo della storia. Grazie.
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Anonimo
20/11/05 19:41 Cita

Ospite

chi
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