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Due recensioni di Chiara Valerio su Francesco Fagioli e Saverio Fattori
Le trovate sul suo blog (bello!), e sono davvero interessanti, oltre che scritte come sempre meravigliosamente

Tre sorsate e una bestemmia trattenuta (Chi ha ucciso i Talk Talk?, S. Fattori, Gaffi) Chi ha ucciso i Talk Talk? è un catalogo degli idoli, un quaderno di appunti e pertanto ci sono due captatio benevolentiae, una di Freud in epigrafe e una autografa in pedice, molte eco, molto odio, frammenti di penna e pensieri e registrazioni.

Il personaggio di Saverio Fattori ha qualcosa della metodologia entusiasta, dell’immersione verticale e del rimpallo di Sonia Langmut (New Thing, Wu Ming 1, Einaudi) senza averne l’immanenza fisica e senza impersonare una specie di eterno femminino che se non porta la conoscenza del mondo almeno la trasporta su nastro magnetico. Chi ha ucciso i Talk Talk? è un libro di uomini, maschile e a tratti maschio. Come tutta la narrativa virile soffre un poco di ansia da prestazione e prepara, dal primo rigo, la caduta, la disfatta e il tentativo logorante di raggiungere nerbo e stabilità. Non si esce vivi dagli anni ’80. Come tutti i bozzetti, le moleskine più o meno logo e i post-it, il libro di Fattori è rancoroso e iterato, certe parole mutano i timpani in tamburi e battono battono fino al disgusto o all’estasi. Buco del culo dell’inferno, metastasi, acido lattico, lerciume e derivati, ammezzato, vomito. Penso ad anni di creatività disomogenea in esubero che porta a paralisi. Il sottotitolo e il sottotesto di questo libro è falsa biografia autorizzata di Marco Orea Malià che se non fosse così calcato l’accento in ogni dove, e di facile gioco il cambio, rappresenterebbe davvero e senza dubbio la malia di un decennio, e a seguire, che cola lucido in un salone di peluqueria e nei deliri di R.B. fascio sfibrato dall’ipnosi regressiva e dal passeggiare avanti e indietro nel tempo. I miei percorsi musicali post-emicrania mi hanno portato altrove ma ho rispetto per i Grandi Sopravvissuti e per quel viso da sconfitto che ha vinto. La lingua di Chi ha ucciso i Talk Talk? è violenta e pulsante, non cede a nessuna nostalgia, le idee sono feroci, le trovate lampanti, Orea Malià è sfondo e primo attore, il circo di personaggi veri e inventati scompare dietro a una abilità narrativa che se si sfilaccia nell’aspetto organico è invece poderosa nell’omogeneizzare, nel rendere patinato anni ottanta il reale, il verosimile e l’invenzione fantastica, il biografo protagonista accecato di mancanze è maledetto senza fascino e alterato senza medicinali o droghe o alcol, stringendosi le tempie dice di travestirsi da uomo standard e non comincia a scrivere mai. Annota. I quaderni di appunti sono contraddittori e i cataloghi degli idoli temporizzati e tuttavia il libro di Fattori vanta un impasto originale e una scrittura esatta, scarna e piena di promesse (quasi) mantenute.

un certo senso

Fenomenologia dell’interno sette[-te]. (Un certo senso, F. Fagioli, Marsilio) “Se copiando la minuta noti qualche difetto di forma, correggilo”. Questo era un punto dal quale al pari degli altri non potevo esimermi. Copiando in effetti notai piccole stonature, che emendai senza difficoltà. Un certo senso è un romanzo scritto in una lingua luminosa, potente e inconsueta, ha una struttura ossessiva e righe fitte baluginanti di opere d’arte e considerazioni e sogni e accostamenti linguistici immaginifici. La storia è facile, anzi, non è facile, la storia è una raccomandata. Anzi, il contenuto di una raccomandata. Anzi una colonna fecale che si rompe. Forse. O comunque un odore, un fetore che si spande per l’aere tranquillo e arde e cade come una mannaia sulla vita professionale emotiva e civile di Antonio Senso, pittore, interno 7 nel condominio di Piazza Elba 16, Roma. Il problema vero è che l’amministratore del condominio di Piazza Elba non ama le raccomandate e Antonio Senso perfezionista iterato qual è, pure gentilmente ossessivo, si accanisce a non imbucare fintanto che non abbia espresso esattamente le problematiche che gli impediscono respiro e singhiozzi e vita. Raccomandate, me la sarei cavata in pochi minuti. Nella vita di ognuno di noi si verificano circostanze del tutto inspiegabili. Un certo senso è un romanzo pretestuoso. La raccomandata, la colonna fecale e il condominio, non necessariamente in questo ordine, sono pretesti quotidiani per raccontare l’uomo, in fondo sostituibili con la ricetta di una torta di mele o l’attesa dell’autobus numero 8. Il primo metro di Francesco Fagioli è infatti l’uomo. La vicinanza con i simili impagliati di melanconia, afrori e umori, i mutui rapporti, l’incrociarsi per le scale, il discutere sull’olio col quale lubrificare una serratura. Fagioli scompone, confina e isola in Fumolo, Lacano, Angelacci, Potenzino, Lodolce, Bortot, Stanzoni, Donnini, Frasti i difetti e le intolleranze e i vizi comuni di coerenza, comportamento e amore. L’amore, da sempre, è il ricettacolo dei capolavori abortiti. Il confine del corpo dovrebbe mantenerli sopiti e trattenuti, gestibili, nella cortese comunicazione e nel comparaggio in penombra e invece dalla pustola sul naso di Angelacci in poi, tutto suppura e deborda. Antonio Senso scrive raccomandate come fossero confessioni e snocciola confessioni come gocce con le quali affrescare una intera umanità che tituba e inciampa e fa lievitare da infimi odi, enormi malumori. Un certo senso è ipnotico e cede all’assordante e al parossistico, svela il compiacimento di chi ha inteso che la grammatica da sola non basta a congestionare i lettori. Ci serve una struttura. Ma è una sensazione. Chi sa se tre cinque quindici o trenta raccomandate in meno avrebbero trasformato il tam tam in battito cardiaco?. Sciolto infine dalla responsabilità, irreperibile per telefono o per posta. Mi sembra di avvertire, di toccare la sua pace. Anzi vi prendo parte, poiché la sua irraggiungibilità mi esime dal riferirle i miei guai e indirettamente perciò mi esime dall’avere guai. Potremmo dirci vicini come non lo siamo mai stati, amministratore.

http://juliacraye.wordpress.com/


Pubblicata da giovedì 28 febbraio 2008   |   Commenti disattivati   |   invia a un amico formato stampabile


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