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Recensione di "Un certo senso" su DeBaser
Molto bella questa recensione di JakeChambers del romanzo di Francesco Fagioli sul sito DeBaser dove molto spazio è lasciato al copyleft e a Wu Ming. Del resto non ci aspettavamo di meno da qualcuno che ha come avatar un magnifico lupo ululante -)

Francesco Fagioli: Un Certo Senso

Recensione di: JakeChambers , (Tuesday, October 07, 2008) | Voto: ●●●●
Copertina di Francesco Fagioli Un Certo Senso

Copyleft, s.m. Modalità di distribuzione di un prodotto che permette l'uso, la modifica, la copia, nonché la libera diffusione dello stesso, a condizione che ne sia indicata l'origine e preservata la gratuità.

Copyleft è un modo per diffondere cultura, è un insieme di licenze che si occupano di vari ambiti, dall'informatica alla letteratura, che consentono agli autori di divulgare le loro opere gratuitamente e liberamente, a patto che ne venga riconosciuta la proprietà intellettuale, e - particolare più importante - in modo che nessuno possa appropriarsene facendo il furbo, spacciando eventuali copie per proprie e "blindandole" applicando su di esse nuovamente il copyright.



I pionieri dell'applicazione del copyleft alla letteratura in Italia sono stati gli scrittori del collettivo Wu Ming (precedentemente noti con il nome di Luther Blisset). Con il loro romanzo d'esordio, "Q", in vendita in libreria ma anche liberamente scaricabile attraverso il loro sito, hanno dimostrato che la libera disponibilità del testo in forma telematica non solo non nuoceva, ma addirittura favoriva le vendite delle copie cartacee, tanto è vero che "Q" è a tutt'oggi un clamoroso successo commerciale.

Emanazione dei Wu Ming è il gruppo di lettura de iQuindici, che si occupa principalmente di vagliare le proposte di nuovi scrittori che intendono rilasciare le loro opere sotto una licenza libera. Nella loro fornita biblioteca copyleft, alla quale è dedicato una spazio apposito sul loro sito, ho scovato questa sorprendente opera prima del pressoché sconosciuto Francesco Fagioli.

"Un Certo Senso" è il protagonista, al secolo Antonio Senso, involontario autore del più strampalato, folle e geniale romanzo epistolare che mi sia mai capitato di leggere. Si tratta infatti di ben sessantuno lettere inviate all'amministratore del condomino dove Senso vive, tale dott. Barbaro, che durante lo svolgimento della vicenda diverrà l'immaginario interlocutore ed alter ego del protagonista, dal momento che, presumibilmente, nessuna delle lettere giungerà a destinazione.

Un incipit banale e quasi burocratico: Senso si lamenta con l'amministratore per la presenza di cattivi odori che fuoriescono dai sanitari del proprio bagno, imputabile all'occlusione della colonna di scarico delle acque nere che serve gli appartamenti sovrastanti e sottostanti il suo. Il tutto condito con una velata minaccia, quella di avvertire il competente Ufficio Igiene, se la situazione non sarà risolta quanto prima.

Proseguiamo nella lettura, ed apprendiamo che Senso non ha spedito le lettere perché le ha giudicate inadeguate, e si ripropone di compilarne e spedirne una che sia all'altezza della situazione. Da questo momento in poi lo scrivente divagherà affrontando temi ed argomentazioni che via via si allontanano dal punto di partenza, giungendo a elencare pittoresche congetture sui propri vicini di casa, un particolareggiato compendio dei suoi gusti sessuali, la storia della sua vita come uomo e come artista: una storia di assurdi slanci e fallimenti, frustrazione e solitudine. Le lettere si fanno sempre più vagheggianti ed oniriche, un progressivo allontanamento dalla realtà che lo porterà ad approdare a lidi metafisici, come testimonia la surreale dissertazione sui sogni degli animali, e la metempsicosi spiegata da un usignolo, spettacolare culmine della narrazione.

Kafka, Buzzati... I paragoni si sprecano. Un libro che stupisce, e che smentisce clamorosamente il luogo comune secondo il quale ciò che è a buon prezzo (o addirittura gratis) non può essere certo di qualità paragonabile a ciò che costa caro. Il testo si trova a questo indirizzo. Potete scaricarlo, consultarlo liberamente, farne quante copie volete e distribuirlo a chi volete, il tutto senza violare alcuna legge.

Poi, se ne volete acquistare una copia cartacea, lo trovate in libreria. Il copyleft è anche questo.


Pubblicata da domenica 23 novembre 2008   |   Commenti disattivati   |   invia a un amico formato stampabile


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