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Intervista collettiva a iQuindici su Affari Italiani
La trovate su Affaritaliani.it

"Leggono gratuitamente tutti i manoscritti che ricevono, esprimendo in ogni caso un giudizio autorevole e pubblicando online i testi migliori. Alla base, il concetto di copyleft. Sono iQuindici, gruppo cult nella rete che ha scoperto diversi giovani autori che poi hanno esordito con case editrici importanti. Ad Affari raccontano: "Il futuro dell'editoria è lo scambio gratuito dei testi". E aggiungono: "Ci sono state fatte molte offerte per rendere commerciale il nostro spazio, ma abbiamo sempre rifiutato". Qualcun altro, però, potrebbe pensare di farlo..."


L'Italia, tra le altre cose, è anche il paese degli scrittori. Ogni giorno le migliaia di case editrici italiane sono sommerse dai manoscritti di aspiranti romanzieri, saggisti e poeti. Uno su mille ce la fa, o quasi. Il sistema va avanti da parecchi decenni, ma qualcosa sta cambiando, e anche questa volta la rete gioca un ruolo fondamentale. Da una 'costola' dei Wu Ming, l'8 settembre 2002 sono nati iQuindici (www.iquindici.org), un gruppo unico nel suo genere di lettori appassionati che (gratuitamente!) giudicano tutti i testi che ricevono (ogni volta almeno due lettori diversi esprimono un parere sul medesimo manoscritto) e inviano all'autore di turno una 'recensione'. Sempre. I migliori sono segnalati sul sito e/o pubblicati sulla rivista online 'Inciquid'. Tutto nello spirito perfettamente internettiano del copyleft. Con il tempo l'autorevolezza de iQuindici che, come vedremo, oggi sono molti di più, è cresciuta, soprattutto dopo che alcuni autori segnalati positivamente sono stati scelti da prestigiose case editrici. Vale la pena indagare, quindi. Il 'rischio', infatti, è che il futuro dell'editoria, e in particolare della selezione degli esordienti, l'abbiano previsto proprio loro. E soprattutto, se iQuindici si sono sempre rifiutati di rendere commerciale la loro invenzione e di aprire alla pubblicità, qualcun altro presto potrebbe pensarci e far diventare un business questo tipo di attività...
Affaritaliani.it ha intervistato iQuindici, che hanno risposto 'in gruppo' alle domande, com'è nel loro spirito.

Chi sono (e quanti sono...) oggi iQuindici?
"In questo momento siamo circa trenta, di cui una decina donne. Ma è solo un caso che le donne siano di meno in questo periodo. Abbiamo poi una trentina di lettori esterni, che hanno accettato di accollarsi la lettura di qualche manoscritto in un momento di crisi in cui le letture arretrate rischiavano di sommergerci. Come la nave di Giasone, il ricambio, sia pure lento nel tempo, fa sì che dei quindici padri fondatori uno solo fa parte del gruppo a tutt’oggi, mentre gli altri sono tutti entrati successivamente. Lo spirito originale, però, si è mantenuto sempre lo stesso".

Al di là del forum, avete occasioni di incontrarvi di persona?
"Certamente. Condividere una passione come la nostra finisce per creare legami forti. La maggior parte di noi è ormai legata da una grande amicizia, e non perde occasione di incontrarsi ogni volta che è possibile. Di tanto in tanto, poi, a seconda delle necessità, abbiamo dei raduni operativi. L’ultima volta ci siamo visti a Bologna, proprio per la sua posizione geograficamente centrale".

Alcune opere di esordienti da voi segnalate sono state pubblicate da editori importanti. ..
"Sulla nostra pagina “Biblioteca Copyleft” (http://www.iquindici.org/download.php?list.19 ) sono liberamente scaricabili i romanzi che abbiamo amato e sostenuto. Alcuni autori hanno incontrato il favore di editori più o meno grandi: tra questi Guglielmo Pispisa e Girolamo De Michele (Einaudi), Francesco Fagioli, candidato al Premio Strega 2008 (Marsilio), ma anche Saverio Fattori, Giulia Fazzi, Giambattista Schieppati, Valeria Brignani, Gianluca Colloca. Altri autori, che noi riteniamo altrettanto importanti, non sono (ancora?) arrivati alla stampa, ma alcuni hanno reso o renderanno disponibile il loro testo presso l’editore on demand Stampalibri. Il nostro intento primario rimane quello di far conoscere opere che hanno secondo noi un valore culturale, a prescindere dalla loro appetibilità commerciale. In questo crediamo di poter dire di aver ottenuto un notevole successo: le copie dei libri copyleft scaricate dal nostro sito sono ad oggi più di 26mila, un traguardo che farebbe invidia molte piccole case editrici".

Quanti manoscritti ricevete ogni giorno e di che tipo?
"Nell’ultimo anno ne abbiamo ricevuti una media di cinque al mese, cioè una sessantina nell’anno.
I generi spaziano in tutte le possibili direzioni della narrativa e della poesia, ma c’è una predominanza del genere noir o giallo, e del romanzo di formazione. Riceviamo anche un discreto numero di opere 'impegnate', a sfondo politico o sociale".

In Italia tantissimi scrivono (e il successo della vostra iniziativa lo dimostra), ma pochi leggono (e iQuindici in questo caso sono un'eccezione...). Alcuni degli autori da voi pubblicati sono poi diventati membri del vostro gruppo e quindi lettori ‘disinteressati e appassionati’?
"Sì, ci sono diversi autori che hanno successivamente chiesto di entrare nel gruppo, come ci sono membri del gruppo che hanno cominciato a scrivere dopo essere entrati e hanno sottoposto i propri scritti agli altri quindicini. Voglio sottolineare, però, che le nostre regole interne per l’approvazione di un manoscritto sono molto più restrittive per chi è dentro che per chi è fuori. In ogni caso, scrittura e lettura, naturalmente, sono interessi spesso correlati, e la lettura di una così grande mole di inediti di tutti i generi può essere molto utile a un aspirante autore. Forse, la lettura di quelli brutti ancora di più che di quelli belli".

Sin dall'inizio avete promosso la politica del copyleft. Pensate che prima o poi, influenzata da realtà online come la vostra, l’editoria ufficiale in cui impera la legge del profitto e del copyright possa cambiare opinione su questo aspetto?
"Sì, e i primi esempi si vedono: molti giornali, per ora soprattutto negli Stati Uniti, cominciano a interrompere l’edizione cartacea a favore di versioni online gratuite. Non solo: le più importanti riviste scientifiche, come Nature e Science, sotto la pressione di movimenti per la libera cultura, pubblicano un numero crescente di articoli gratuiti. Addirittura, di recente è nata una nuova rivista PlOsOne, che pubblica articoli scientifici a diffusione completamente libera. C'è un altro elemento fondamentale: l'editoria tradizionale deve capire che il copyleft finora ha sempre fatto aumentare le copie dei libri stampati e che quindi non va visto come una minaccia. I Wu Ming, ad esempio, pubblicano i loro libri sia in copyleft sia con Einaudi, e le vendite aumentano perché il copyleft fa crescere i potenziali lettori. Il fascino del libro cartaceo resterà per sempre".

Avete mai pensato di dar vita a una casa editrice indipendente?
"Ci abbiamo pensato, in effetti, ma ci siamo anche risposti che noi siamo essenzialmente volontari. L’impegno economico e legale ci è sembrato non solo troppo oneroso, ma non del tutto in linea con i nostri ideali di libera condivisione".

Vi sono state fatte offerte per rendere commerciale il vostro spazio?
"Sì, è capitato, ma abbiamo sempre deciso di rifiutare l’offerta. Non vogliamo pubblicità nel nostro sito".

In rete sono tanti i blog, i forum e le riviste online in cui si parla di libri. Quali sono le più interessanti?
"Sulla nostra pagina 'Link' sono elencati i siti di cui abbiamo stima, che ci piacciono o di cui siamo amici. Una menzione particolare spetta, ovviamente, a Giap e a Nandropausa, il blog e le riviste di Wu Ming, nonché a Carmilla Online. iQuindici, come è noto, sono stati fondati da un gruppo di Giapster, e anche se oggi il nostro gruppo è completamente autonomo dai WuMing, il nostro legame ideale e affettivo con loro rimane molto stretto".

La maggior parte dei critici letterari pensano che l’anonimato garantito dalla rete tolga rilevanza alle opinioni e alle critiche dei blog letterari...
"In realtà, l’impatto delle recensioni online è destinato progressivamente a superare quelle cartacee, e la crisi dei giornali e delle riviste a stampa lo dimostra. Naturalmente, esiste un problema di affidabilità e autorevolezza delle fonti, ma il popolo di Internet sta maturando dentro un mondo che cambia, e acquisisce sempre di più la capacità di riconoscere da sé il valore di quello che legge".

Nel prossimo futuro, ci sono novità in vista per iQuindici da qualsiasi punto di vista?
"Il nostro obbiettivo primario al momento è quello di arrivare a pareggiare il numero di manoscritti arretrati, e nell’ultimo anno ci siamo impegnati in questo senso con tutte le nostre forze: speriamo di riuscire a raggiungere il traguardo entro il dicembre 2009. Intanto, stiamo mettendo in cantiere due nuovi numeri di INCIQUID. Col nuovo anno, poi, rilanceremo le attività a cui ci siamo dedicati negli anni passati: diffusione della cultura libera attraverso manifestazioni e presentazioni in tutta Italia".


Pubblicata da Francesco giovedì 23 luglio 2009   |   Commenti disattivati   |   invia a un amico formato stampabile


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